| Contratti di Rete - Il Sole 24 Ore |
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Riportiamo questo articolo de Il Sole 24 Ore molto interessante per i contratti di rete:
DAI CONTRATTI DI RETE POSTI DI QUALITA’Di Domenico Palmieri(presidente dell’Associazione Italiana Politiche industriali)
E’ un dato di fatto l’emergere di un forte interesse per il nuovo modello di aggregazione tra imprese che va sotto la definizione di Reti di impresa. Queste, nella nuova generazione proposta da Aip (Associazione italiana politiche industriali), sono di diverso tipo e vanno delle cosiddette “reti di filiera o di fornitura”. Aip nei suoi lavori ha presentato almeno nove tipi di aggregazioni possibili: tutte si aprono alla possibilità di dare risposta alle Pmi, ma si caratterizzano in modi diversi e richiedono profili gestionali differenziati. Un fattore comune, tuttavia, le lega tutte: la transettorialità e la transterritorialità.
Job upgrading
Ci sarà un significativo arricchimento dei profili delle nuove leve accompagnato da una migliore professionalità. E già in questa, certo non accattivante, tecnicità si nasconde un aspetto essenziale per le qualità e peculiarità professionali richieste negli operatori. Il prefisso trans di per sé parla di una esigenza di integrazione di attitudini: per far Rete bisogna saper uscire da specializzazioni tecniche e acquisire interdisciplinarietà e capacità relazionali. Queste nuove specializzazioni devono, tuttavia, coesistere e non annullare le vecchie, più settoriali, competenze. E qui si incontra il “job-up-grading” di chi andrà a lavorare per e nelle reti. Indubbiamente si è di fronte a un arricchimento di professionalità e quindi di qualità del lavoro: la relazionalità, infatti, non si sviluppa solo tra operatori omogenei ma, il più delle volte, con profili diversi e meno comuni, come ricercatori, consulenti, concorrenti di diversa provenienza territoriale e, sperabilmente, internazionale.
Un secondo elemento sostanziale è quello che si riferisce alla crescita dimensionale che l’aggregazione consente, che di per sé richiede modalità di lavoro a contenuto più manageriale a tutti i livelli. I piccoli, anche sono chiamati a lavorare da più grandi e ad avere rapporti di per sé gratificanti con le Università, gli enti di ricerca, spesso gli enti economici e le istituzioni stesse, giacché la dimensione qualifica e dà accesso a queste interlocuzioni. La aumentata dimensione facilita poi l’acquisizione alle imprese di professionalità più ricche e superiori, sia tecniche sia manageriali, il più delle volte condivise, che il singolo quasi sempre non può permettersi da solo, sia per ragioni di costo, sia per una sorta di incompatibilità strutturale. La Rete, quindi, rappresenta un occasione di business, ma anche di innalzamento del profilo di impresa, di soddisfazione sul lavoro e di produttività, come tutte le soluzioni che consentono di ammortizzare su più usi o riusi cose, investimenti e persone. Ovviamente, esistono Reti e Reti: molto dipende da come si fanno in origine e cioè se più leggere e inconsistenti, come semplici contratti commerciali, o più strutturate, come il vero Contratto di Rete innovativo, di tipo associativo, consente e suggerisce.
Il sole 24 ore Lunedì 21 marzo 2011
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